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Pensieri e riflessioni di una trentenne d'oggi.
7:45. Sono già nella mia postazione di lavoro, davanti alla mia tastiera.
Senso del dovere? Arrivismo? Carrierismo? No. Nulla di tutto questo.
Piuttosto qualcosa che si avvicina alla disperazione, alla tristezza, che
al vuoto delle quattro mura di casa mi fa preferire il vuoto delle quattro
mura dell'ufficio, al silenzio assordante delle prime la chiassosa
ipocrisia delle seconde. Un caffè fra sorrisi e confidenze vacue, un
pettegolezzo maligno ed una pugnalata alle spalle. Di nuovo un caffè
(quello delle 10 e 30) e il ticchettare su una tastiera dati, numeri,
pensieri inconfessati, invidie, frustrazioni.
Ritorno a casa con la schiena sanguinante, le mascelle doloranti per la
maschera di perbenismo che occorre indossare per poter sopravvivere in
questa giungla e la triste consapevolezza che il mio contributo al
benessere del mondo è stato nullo.
Infilo la chiave nella toppa di casa e già avverto, ovattate, le grida dei
vicini disperati contro i loro capricciosi ed isterici figli. Chissà qual
è il male minore! Certo è che i "rumori di famiglia" da cui sono
circondata nel mio appartamento di periferia mi immalinconiscono un
po'...più di quanto non lo sia già. Accendo la tv per sovrastare il
silenzio e il ruminare dei miei pensieri, per camuffare i miei soliloqui
alle mie stesse orecchie. Guardo in tralice lo schermo luminoso ed il
gossip ingrossa la mia rabbia per le palesi ingiustizie. Lei, fotomodella,
bellissima e magrissima dopo il primo figlio: "Ho deciso che voglio averne
altri due e dedicarmi completamente alla famiglia". E diamine! Lo farei
pure io, avendo come te un miliardario per marito! Una volta i proletari
erano i poveracci che non possedevano nulla se non la ricchezza dei figli,
la prole. Oggi tutto va al contrario. I nuovi poveri sono le single che
devono sperare di non rimanere gravide a causa di qualche rapporto più o
meno occasionale e le coppie senza figli, che aspettano il quarantesimo
genetliaco per poter mettere al mondo il loro primogenito. E lo fanno pure
con infantile paura chiedendosi se sono davvero maturi, se è il momento
giusto o forse sarebbe meglio aspettare ancora un po'. I proletari di
oggi, nel senso letterale del termine sono i capitalisti, gli imprenditori
con il loro sciame di modelle ed attrici, icone della perfezione
chirurgica e delle anoressiche ed insoddisfatte donne d'oggi. Il mondo va
proprio alla rovescia!
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