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A volte non ci accorgiamo che potremmo vivere
meglio...
Stava sempre seduto a quel bar.
Solita ora, solita sedia.
Sembrava fissare il giornale più che leggerlo ed io fissavo lui ogni
mattina dalla mia finestra di ufficio.
Era come un appuntamento. Sapevo di trovarlo immancabilmente al mio arrivo
ed era rassicurante trovarlo li.
Non saprei dire che età avesse: troppo giovane per essere un pensionato,
troppo vecchio per uno studentello o un disoccupato in cerca di
sistemazione (anche se al giorno d'oggi non c'è da stupirsi di nulla!),
troppo umile per essere un ricco rampollo che vive di rendita. Non mi
importava. Ciò che mi affascinava di lui era quell'aria tranquilla di chi
sa godere del suo tempo, senza angoscia, senza fretta.
Apriva il quotidiano distrattamente e lo fissava isolandosi dal mondo
esterno con un controllo da buddista navigato. Davanti a lui sfilate di
giovani liceali dai fianchi ed ombelichi in bella mostra, voci squillanti
di adolescenti in amore, sirene d'ambulanza, vicini di tavolo rumorosi ed
invadenti. Nulla sembrava scuoterlo. Ed io, dall'alto della mia finestra,
stranamente, trovavo la mia calma nella sua calma, nella sua
apparentemente non progettata esistenza, io, che della mia progettata
giornata avevo fatto il punto di forza della mia vacillante vita.
Sapevo che, in un certo qual modo, avrei potuto vivere anch'io così, ma
sapevo che era fuori dalla mia portata. Fatica sprecata tentare. Assorbivo
invece come un parassita la sua calma, a distanza, senza grandi sforzi.
Il dramma avvenne un lunedì. Mi affacciai e non lo vidi. Mi aveva
abbandonato. Mi aveva tradito. Anche lui, come tutti, mi aveva lasciato
sola. Mi sentivo affranta, disperata. Mi alzai continuamente nel corso
della giornata: forse si era svegliato tardi, aveva avuto qualche
impegno... Sarebbe venuto domani. Ma non lo ritrovai più. Il mio uomo che
fissava il giornale con calma da eremita era sparito dalla mia vita.
Seppi che era morto di un male incurabile.
Avevo vissuto con lui attimi di una esistenza che aveva trovato la sua
calma ancor prima di arrivare alla Calma Suprema.
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