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La Calma
di Stefania Santangelo

A volte non ci accorgiamo che potremmo vivere meglio...

Stava sempre seduto a quel bar.
Solita ora, solita sedia.
Sembrava fissare il giornale più che leggerlo ed io fissavo lui ogni mattina dalla mia finestra di ufficio.
Era come un appuntamento. Sapevo di trovarlo immancabilmente al mio arrivo ed era rassicurante trovarlo li.
Non saprei dire che età avesse: troppo giovane per essere un pensionato, troppo vecchio per uno studentello o un disoccupato in cerca di sistemazione (anche se al giorno d'oggi non c'è da stupirsi di nulla!), troppo umile per essere un ricco rampollo che vive di rendita. Non mi importava. Ciò che mi affascinava di lui era quell'aria tranquilla di chi sa godere del suo tempo, senza angoscia, senza fretta.
Apriva il quotidiano distrattamente e lo fissava isolandosi dal mondo esterno con un controllo da buddista navigato. Davanti a lui sfilate di giovani liceali dai fianchi ed ombelichi in bella mostra, voci squillanti di adolescenti in amore, sirene d'ambulanza, vicini di tavolo rumorosi ed invadenti. Nulla sembrava scuoterlo. Ed io, dall'alto della mia finestra, stranamente, trovavo la mia calma nella sua calma, nella sua apparentemente non progettata esistenza, io, che della mia progettata giornata avevo fatto il punto di forza della mia vacillante vita.
Sapevo che, in un certo qual modo, avrei potuto vivere anch'io così, ma sapevo che era fuori dalla mia portata. Fatica sprecata tentare. Assorbivo invece come un parassita la sua calma, a distanza, senza grandi sforzi.
Il dramma avvenne un lunedì. Mi affacciai e non lo vidi. Mi aveva abbandonato. Mi aveva tradito. Anche lui, come tutti, mi aveva lasciato sola. Mi sentivo affranta, disperata. Mi alzai continuamente nel corso della giornata: forse si era svegliato tardi, aveva avuto qualche impegno... Sarebbe venuto domani. Ma non lo ritrovai più. Il mio uomo che fissava il giornale con calma da eremita era sparito dalla mia vita.
Seppi che era morto di un male incurabile.
Avevo vissuto con lui attimi di una esistenza che aveva trovato la sua calma ancor prima di arrivare alla Calma Suprema.



 

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