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CHEESE ART: E’ già successo!

 

La grande chermesse biennale ragusana che è riuscita a coniugare il nostro prodotto più tipico, il formaggio, la ricerca scientifica e la cultura è partita.
Ed è già successo!
Cheese Art ha aperto i battenti martedì 27 giugno al Castello di Donnafugata con un interessante convegno scientifico sui formaggi storici tradizionali, durante il quale si è andati alla scoperta della storia dei caseifici con un viaggio lungo secoli.
Produttori di formaggi provenienti da tre continenti, Africa, America ed Europa, hanno raccontato le fasi di lavorazione ed è emersa una forte tendenza di ritorno al passato, ai formaggi artigianali, dove protagonisti assolute sono le donne.
Come spiegare questo fenomeno?
Il prof. Paul Kindstedt, dell’Università del Vermont ha esposto l’esperienza americana in tal senso, sostenendo che nel corso dei secoli, ed in particolare negli ultimi decenni, la produzione del formaggio si era industrializzata, ma, fortunatamente, i consumatori sono divenuti sempre più critici, e proprio questo ha permesso il ritorno, quasi obbligato, alla produzione artigianale di qualità.
A spiegare, invece, perché è la donna ad avere assunto un ruolo di rilievo nella produzione casearia sono state delle produttrici provenienti dall’Africa e dall’Europa, contadine che seguono dei piccoli allevamenti da cui ricavano il latte: “ Il latte viene procurato dagli uomini . Le donne lo passano al setaccio e aggiungono il coagulante. In seguito il formaggi viene abbellito con semi o colorato con la linfa delle piante.” – Berthilde Nyiransabimana, del Benin; “Noi produciamo un formaggio che rimane conservato un anno in salamoia” – Luis Iniguez dal Marocco- ; “ con i resti della produzione casearia noi ricaviamo un delicato sapone per la pelle”- Rabiata N’Diaye dal Burkina Faso.
E ancora formaggi con zucchero provenienti dal Senegal, o il più famoso “Gapal” a base di miglio, latte cagliato, burro e zenzero.
“Queste tradizioni sono state tramandate per generazioni e rivelano l’identità della gente e del territorio, nel rispetto dell’ambiente e dei processi naturali” queste le parole con le quali il prof. Giuseppe Licitra, presidente del Corfilac, ha chiuso il convegno.
Il convegno è stato seguito da un seminario di circa due ore “La dieta dei ragazzi del 3° millennio e rischio obesità”
Altri dibattiti e convegni incentrati sul rapporto tra alimentazione e consumatori: “Dalla Terra alla Tavola per il consumatore alla ricerca del gusto perduto” e “Quale agricoltura e pesca per gli chef stellari?” e durante i quali è stato proclamato il manifesto contro il cibo spazzatura che ci ammala e uccide e a favore di un’alimentazione che preservi la salute, ci faccia stare meglio e ci nutra in modo naturale.
A contorno, o meglio, a farla da padrone, come sempre, comunque il formaggio.
Anzi, i formaggi, in tutto 229 formaggi diversi, suddivisi per tipologie ed esposti negli antichi ambienti del Castello, alle erbe, bufala, ricotte, ricette particolarissime quali la Toma del Taccagno, prodotta a nord di Biella e che pare fosse il formaggio preferito della prima regina d’Italia o il Mimolette, prodotto in Normandia col retrogusto di nocciola e dal colore arancio e molti , molti altri….
Alla manifestazione presente anche una mostra intitolata “Cibo e Cinema” nella quale vengono videoproiettati ciclicamente dei brani storici del cinema italiano, per raccontare il forte legame tra cibo e cinema, appunto e per scoprire come sono cambiate le abitudini alimentari.
Infine, già assegnati i premi ai migliori maestri caseari e stagionatori nelle varie categorie: Categoria Casaro Junior, fino ai 35 anni, premiati Giovanni Luminello per il pecorino; Salvatore Passalacqua per la Tuma; Giovanni Battaglia per il Ragusano Dop.
Per il Casaro Senior, dai 35 ai 55 anni, premiati: Mario Mirabile; Calongero Cangemi, Pietro DI Venti.
Categoria Gran Maestro Casaro, over 65 anni, premiati: Filippo Fioriglio; Carmelo Lasagna e Giovanni Spata.
Categoria Stagionatura Junior premiato Giorgio Terranova.
Categoria Stagionatura Senior premiati Giovanni Occhipinti e Mario Candido.
“Gran Maestro Stagionatore” è stato proclamato Angelo Di Pasquale.

Donnafugata 2 luglio 2006

Adriana Cugnata

 

Il CoRFiLaC e la sua filosofia progettuale
Il Consorzio Ricerca Filiera Lattiero Casearia, CoRFiLaC , con sede a Ragusa, nasce nel 1996 ed è un ente, con personalità di diritto pubblico, della Regione Siciliana con la partecipazione dell’Università di Catania, del Comune di Ragusa e di alcuni privati quali le associazioni dei produttori, AUZI ed Irminio, ed il Consorzio di Bonifica n. 8. Nasce a seguito dell’istituzionalizzazione del “Progetto Ibleo”, dal quale eredita il “Sogno”:creare un ponte tra il mondo della ricerca, il mondo della produzione e dei consumatori.

Il Consorzio, per la programmazione della ricerca, si avvale di un Comitato Scientifico e di un Nucleo Scientifico Internazionale Multidisciplinare, composti da ricercatori di fama internazionale, P.J. Van Soest, D.M. Barbano, T.E. Acree, C. Sniffen, B. Dubeuf, J. Ferguson, D. Galligan, W. Hoover, F. Addeo, L. Chianese, A. Lanza, con i quali sono in corso progetti bilaterali di ricerca e formazione anche presso le loro sedi Istituzionali.
Consolidati sono infatti i rapporti con le Università statunitensi della Cornell di Ithaca N.Y., della Pennsylvania, del West Virginia e con il Miner Institute Chazy New York, le Università di Napoli e Catania, l' INRA ed il CIRVAL francesi, l' ICETA portoghese ed ancora con l'Istituto Sperimentale per la Zootecnica di Potenza , l'APA di Vicenza e l'istituto Zootecnico Caseario per la Sardegna.

prof. Giuseppe Licitra
pres. del Consorzio
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