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Il reperto più
prezioso del Museo Civico di Modica (Ragusa) è una statua bronzea di
piccole dimensioni (altezza 22 cm) raffigurante Eracle. Il suo pregio
è accresciuto dalla esiguità delle testimonianze di sculture bronzee
di periodo ellenistico di provenienza siciliana.
Venne scoperta casualmente nel 1967, insieme a due monete e ad una
lucerna tardo romana, fra i detriti rimossi durante i lavori occorsi
per lo scavo della pompa di sollevamento idrico nella contrada Cafeo,
presso l'alveo del fiume Irminio. Lunghe e attente operazioni di
restauro hanno assicurato la conservazione arrestando gli effetti
della carbonatazione e dei cloruri di rame, ed hanno permesso una
lettura più attenta della statuetta. Essa è realizzata a fusione
piena. Due puntelli sotto i piedi indicano che era in antico inserita
in un basamento ora perduto. È possibile riscontrare delle tracce di
restauro antico soprattutto lungo il fianco destro della statuetta: il
braccio destro, in particolare, è stato arretrato ed inclinato
diversamente; tale intervento di restauro, dovuto ad una deformazione
avvenuta in antico, è specialmente evidente nella parte posteriore
all'attacco dell'omero e della spalla ed in una serie di ritocchi a
stecca visibili nell'avambraccio ed anche nel polpaccio eseguiti dopo
aver sottoposto a riscaldamento la parte destra da restaurare.
A seguito di queste osservazioni è possibile restituire l'originario
atteggiamento dell'eroe che non scoccava una freccia, come era stato
dapprima ipotizzato, ma con la mano destra impugnava la clava, ora
perduta, che poggiava a terra. L'eroe, pertanto, era colto in un
atteggiamento di riposo, con lo sguardo perso nel vuoto, con la mano
destra si appoggiava alla clava e con la sinistra reggeva, a guisa di
semplici attributi, l'arco - del quale resta solo un filamento - e la
freccia già inserita fra il dito medio e l'anulare. A tracolla porta
la faretra, visibile sotto il braccio sinistro, decorata con un motivo
embricato. Sul capo indossa la leontea, le cui zampe anteriori sono
annodate sul petto, e che ricade dalle spalle e dal braccio sinistro
lungo il fianco corrispondente, mostrandosi nella sua eroica nudità.
Eracle presenta una ponderazione chiastica: il corpo poggia sulla
gamba sinistra tesa, mentre la destra in riposo è appena portata
avanti; il braccio destro è sollevato, l'altro è flesso al gomito e
scartato lateralmente; in corrispondenza, la testa è volta a sinistra,
con lo sguardo indirizzato in lontananza verso il basso. Il corpo è
snello e slanciato. Il modellato è piuttosto morbido, con sfumati
passaggi di piani soprattutto all'addome; attenta cura è posta nella
resa di alcuni dettagli anatomici (muscoli, tendini, vene, etc...)
sebbene gli occhi siano innaturalisticamente spalancati, mentre una
certa stilizzazione è riservata alla resa della leontea (in
particolare del vello). Nella statuetta è possibile ravvisare l'opera
di un maestro che, sul finire del III secolo, ha ben assimilato
l'esperienza lisippea.
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