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OASI TARIQUA Intervista con il regista e fondatore dei tariqua Marcello Gugliotta

servizio e foto di Giovanni Oddo

 

La chiesetta di San Michele, è divenuta, dopo il recente restauro, luogo di grande interesse culturale, e entrarvi dentro è uno spettacolo nello spettacolo, un collage di colori, suoni, odori, un mixer di sensazioni forti difficilmente riscontrabili.

Marcello Gugliotta è un uomo dalle innate capacità organizzative, con un acuto senso dello spettacolo, ma che non rinuncia mai alla sua modicanità.

Domanda: parliamo di questo nuovo progetto:

Risposta: è la continuazione esatta del “viaggio attorno all’uomo” presentato a Taormina arte, il quale si può rappresentare in più modi, in mille modi, e questa qui ci è sembrata l’idea migliore, l’idea vincente, noi abbiamo ricevuto un invito per poter esporre in questo luogo, il quale era un luogo chiuso, una chiesa, quindi un posto dove si pregava, un posto deputato alla riflessione, e visto che i tariqua nei propri testi, nelle proprie canzoni si occupano anche di riflessioni, di input sull’importanza della vita, ci è sembrato simpatico, utile, per non dire qualche aggettivo in più, di poter accettare l’invito, da cui premetto eravamo stati invitati per 90 giorni, poi diventati 120, adesso 18 mesi, fino a dicembre dell’anno prossimo, ma tutto questo grazie ai consensi e al successo dell’iniziativa, sia con i locali che con i tanti turisti, centinaia di visite a luglio, addirittura migliaia di visitatori ad agosto, dove in questo mese eravamo ben cinque dei tariqua a far far il percorso ai visitatori, con una fila immensa davanti alla porta, e per noi che ci occupiamo di arte, di comunicazione, di promuovere i nostri prodotti, i nostri luoghi, i nostri comuni con questa forma d’arte, dalla musica alla poesia, alla danza, è stata sicuramente un momento tra i più gratificanti per noi.

D. quindi i tariqua non solo canzoni

R: assolutamente. I Tariqua utilizzano più forme d’arte per sottolineare i veri contenuti della canzone stessa. Siccome la canzone è scritta in dialetto modicano, non tutti conoscono o sanno apprezzare il dialetto, per cercare di fare comprendere meglio il contenuto della canzone stessa utilizzando la poesia, l’attore, il ballerino, la grafica, i quadri.

D. I Tariqua straordinariamente modicani e straordinariamente attaccati alle proprie origini: Qui nella chiesa di San Michele, oltre alle grafiche raffiguranti i comuni della provincia iblea, ci sono pure i prodotti della nostra terra, come le fave, l’olio, le carrube, il cioccolato. Significa trasmettere queste cose al di fuori della nostra terra?

R: ovviamente si. Ma è utile fare un distinguo. Non è il cesto ibleo che noi promoviamo, ma noi sottolineiamo che ognuno di noi ha le proprie origini, infatti se noi fossimo nati al nord, troveremmo nella nostra memoria sicuramente la polenta, a Roma l’abbacchio, in calabria il pepe rosso, io nella mia memoria, come componente tariqua, come regista, ho impresso il pomodoro secco, le olive nere, il cioccolato modicano, il latte di mandorla e così via. Tutte queste cose hanno dei colori, questi colori incosciamente mi hanno obbligato a scegliere i nostri colori per lo spettacolo, e per questo che promuoviamo i nostri prodotti, perché fanno parte del nostro bagaglio. Se fossimo nati al nord, probabilmente avremmo sfruttato più il giallo della polenta. Si ci sentiamo profondamente modicani, ma che abbracciamo tutti i comuni della provincia.

D Infatti sono rappresentati anche graficamente tutti i dodici comuni della provincia di Ragusa

R: La grafica di Tonino Migliore è nata per meglio far significare i contenuti delle canzoni, mentre l’acquaforte serve a rappresentare i comuni della provincia con dei falsi prospettici, per dimostrare a tutti che la vita non è mai una sola, ma può essere rappresentata con una sfumatura diversa, ed è questo il senso dei tariqua, i tariqua vogliono sottolineare che la vita è una ed è irripetibile,ed è il bene più importante che abbiamo, ma in modo particolare. Quale? La vita, anche c’è un fatto grave va presa con un sorriso, non solo con filosofia.

D Marcello Gugliotta non finisce mai di stupirmi: Progetti per il futuro?

R. Si. Stiamo come sempre programmando una nuova campagna per portare questa mostra in giro per l’Italia, non posso per il momento anticipare niente, siamo già a metà dell’opera, ma in ogni caso, visto i successi di questa estate appena passata e visto che siamo stati invitati fino alla fine dell’anno prossimo, vedremo di conciliare tutte  e due le cose.L a cosa più bella è stata quella di gente che non ti conosce, rimane ammaliata sia dal contenuto culturale, sia dall’aspetto artistico, e in più, oltre a riempirti di belle parole, compra i nostri prodotti che ci permettono di sopravvivere, e continuano a scriverci da casa loro è per noi un momento magico. Voglio aggiungere che questa oasi tariqua ha permesso alla gente di assistere a concerti spontanei, nati dagli stessi turisti, per comunicare quello che sta provando in questo luogo: un oasi a tutti gli effetti! Grazie a tutti quelli che ci hanno visitato e invitiamo tutti.