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Pietro Floridia

Pietro Floridia, pianista e compositore Italiano, nasce a Modica il 5 Maggio 1860. I primi anni del musicista trascorsero sereni spensierati e con un grande desiderio di imparare. La passione per la musica e per il pianoforte vennero trasmessi dalla madre che, essendo malata lo iniziò agli studi musicali per distrarlo. Grazie all’impegno e alla perseveranza nello studio nel 1873 entrò al conservatorio di Napoli dove studiò pianoforte e composizione musicale. Ancora studente fece pubblicare alcune composizioni che pur essendo frutto dell’età giovanile lo fecero già apprezzare negli ambienti musicali. Nel 1879 a soli diciannove anni conseguì il diploma di Maestro compositore e Direttore d’orchestra. I suoi ideali e progetti futuri, come del resto tutti i compositori del tempo puntavano all’opera lirica. Incoraggiato da alcuni musicisti del tempo il Floridia si ritirò nella quiete della campagna modicana e si immerse nello studio appassionante ma faticoso dei grandi classici musicali. Da questa fatica si rafforzò la preparazione del compositore, infatti nel 1885 Floridia iniziò una tournèe in Italia e all’estero, dove peraltro diresse molti concerti, raccogliendo ovunque il consenso unanime del pubblico. Nel 1888 gli fu conferita la cattedra di professore di pianoforte al conservatorio di Palermo. In questo periodo il Floridia si avvicina alla grande Opera; la prima esperienza scenica fu con “Carlotta Clèpier”rappresentata per la prima nel 1882. Nel 1888 stimolato da un concorso di Milano compose la sinfonia in Re minore per grande orchestra e gli fu assegnato il primo premio. La sinfonia fu eseguita con successo in una serie di tournèe all’estero. Nel frattempo gli furono pubblicate quattro composizioni per pianoforte risaltate dalla critica siciliana. Nel 1890 grazie alla Cavalleria Rusticana viene aperta una nuova strada verso il verismo musicale. Nel 1892 in un altro concorso di Milano Floridia vince il primo premio con una sonata per pianoforte. Dopo questi successi iniziò a preparare, scrivendo giorno e notte una grande opera che già gli vagava da tempo nella mente: “Maruzza”, ambientata a Modica e nei dintorni. Il 22 Agosto 1894 al teatro Malibran di Venezia fu data la prima di un’opera destinata a un grande successo. Fu un vero trionfo; l’opera fu sulla bocca di tutti i critici italiani e stranieri dove fu giudicata un trionfo della Musica Siciliana.
Nel 1897 viene data alla Scala di Milano la prima dell’ “Oventure per Doninzetti” scritta da Floridia in onore del centenario di nascita del grande musicista. In questo concerto fu giudicato alla pari di Bizet e Dvòrak. Nel 1899 al teatro Costanzi di Roma fu data la prima di una nuova opera di Floridia con soggetti di Luigi Illica: “La colonia Libera” ambientata in Messico. L’opera debuttò alla presenza di S.M. Margherita di Savoia e di molti critici musicali. Ottenne un completo successo, la musica fu giudicata di squisita fattura che fa risaltare la profonda cultura del musicista Siciliano. Nel 1902 fu rappresentata per la prima volta in Italia la sinfonia che aveva vinto il primo premio e che era stata applaudita all’estero. Questo fu l’ultimo successo Italiano del Floridia perché a seguito di una cappa di silenzio il musicista decise di andare a vivere oltre oceano. Fu definitivamente dimenticato da una vera e propria congiura del silenzio. In america non ebbe pochi successi, anzi. Gli fu conferita l’alta onorificenza di master; insegnò canto al College di musica di Cincinnati (Ohio). Questo fu un momento molto importante per il Floridia, visto che il college era uno dei più prestigiosi d’America. Nel 1910 nacque la quinta opera di Floridia: “Paoletta”. L’opera fu rappresentata per un mese di seguito ed ebbe un crescente successo. Tutti parlarono del grande talento del compositore. Nel 1913 fondò e diresse un’Orchestra Sinfonica Italiana. In questo periodo prosegue intensamente l’attività di compositore. Ma nel musicista resta sempre il desiderio di ritornare nell’amata patria.
Pietro Floridia è caduto nell’oblìo e nella solitudine delle poche righe che a lui oggi riservano le più quotate enciclopedie e dizionari di musica europei. (Giovanni Dormiente)
Poche ore prima di essere ricoverato in ospedale Pietro Floridia completò la sua ultima opera: “Malìa”. Il 16 agosto 1932 Pietro Floridia dopo un intervento chirurgico non riuscito muore, dimenticato dalla sua terra natale a lui tanto cara. In Italia ad interessarsi della notizia della morte di Floridia furono “La Stampa” e “Il Pensiero Teatrale”. In quel periodo era in compilazione la grande enciclopedia italiana e venne proposto il nome di Floridia ma non venne mai inserito.


Tratto da “Pietro Floridia: musicista senza patria” di Giovanni Dormiente