Cecilia
è sempre stata ispirata dalla grande passione per la danza
ed il canto, che pratica e vive intrecciandone i linguaggi e
sperimentandone percorsi alternativi, nella consapevolezza
di come le proprie radici, saldamente piantate nella
tradizione agricola della sua bella Modica, rappresentino
l’unica base credibile per l’evolversi di pensieri e stili
ed il punto di partenza necessario per valicare i limiti
imposti dai luoghi e dai tempi.
www.ceciliapitino.it
L’artista
modicana interprete della musica del "mare nostrum" Cecilia,
la forma del canto
di
Mariolina Marino
Incontro Cecilia Pitino a casa sua una mattina della scorsa
estate. Se è vero che le case raccontano di noi, la casa di
Cecilia mi mette subito in sintonia col personaggio. Una
casa-studio, una casa-laboratorio di idee, una casa-archivio
che la dice lunga sul mondo di Cecilia, ricco di viaggi,
incontri, progetti ed esperienze artistiche sospese tra
tradizione innovazione. Due le sue grandi passioni: la danza
e il canto, arti che lei ha saputo praticare e vivere
intrecciandone spesso i linguaggi e sperimentandone percorsi
alternativi.
La cifra della sua arte e senza dubbio la mediterraneità
intesa innanzitutto come legame alla sua terra, ma anche
come volontà di esplorare e reinterpretare materiali sonori,
stili e tradizioni appartenenti a quel ricco serbatoio
rappresentato dalle culture musicali intorno al "mare
nostrum".
Oltre venti
anni di carriera alle spalle ed un ricco curriculum in cui
le tappe significative sono frutto, appunto, di viaggi ed
incontri, ma anche di meditate letture e attenti ascolti
musicali dai quali partire per dar vita ora a delle
coreografie, sempre tematiche, ora per riproporre il canto
popolare in una veste rinnovata e più suggestiva. I testi da
lei scritti nelle brochures di presentazione di alcuni
spettacoli di teatrodanza da lei ideati e curati - "Wolakota"
(1992), "Nuovi pofumi di un’isola antica" (1993), "Ti
chiamerò per nome" (1995), "L’eco della terra" e "Noi siamo
caos o armonia" (1997), "Racconti" e "Tra cielo e terra"
(1999) - sono oltremodo indicativi di come abbia saputo dare
uno spessore culturale significativo alle sue creazioni e di
come sia riuscita a parteciparlo con entusiasmo a tanti
giovani interpreti, nonché ad un pubblico attento e numeroso
che la segue da anni. Parallelamente al lavoro di ricerca
sul corpo e sulla sua espressività, un analogo lavoro di
ricerca ed approfondimento sui canti della nostra
tradizione. Fin dai tempi di "Proposta folk", gruppo nato a
Modica nel ’78, Cecilia Pitino ha dato voce, nel senso più
letterale dell’espressione, ai canti popolari della Contea
di Modica, sia a quelli tradizionali che a quelli firmati da
Carmelo Assenza, per i testi e da Giovanni Bergamasco, per
le musiche. E così i nostri canti hanno viaggato e sono
arrivati in Svizzera, Francia, Spagna ed anche in Venezuela
dove ha preso parte, nel 1997, alla terza edizione del
"Festival Internacional de Teatro Clasico ”.
Anni
di concerti e di collaborazioni con noti musicisti, da Carlo
Muratori a Faisal, a Riccardo Gerbino, per una galleria di
successi dettati non solo dall’intreseca bellezza dei brani
o dal fatto che il folk sta vivendo una stagione
particolarmente felice, ma dovuti al talento di questa
artista
dalla grande presenza scenica e dal non indifferente impatto
vocale.
Comunque non va sottovalutata la scelta degli arragiamenti,
di taglio “ etno-world ” e, a tal proposito l’ascolto del
suo recente CD "Spunta ‘na rosa" ce la esemplifica.
Ma Cecilia non si ferma qui. Interessante l’inserimento
della sua voce "live"in spettacoli di teatrodanza - curati
da musicisti e coreografi come Etienne Schwarcz, Armand
Amar, Jean Pierre Cei, Ramon Oller, Serge Ricci e Anne Marie
Porras - e in lavori sperimentali Come "Giufà e
e la sua ombra" di Franco Scaldati per la regia di Riccardo
Caporossi. Tra i suoi prossimi impegni uno stage sul canto
popolare per il Centro Culturale netino "Moblità delle
Arti", che terrà insieme a Grazia Dormiente, studiosa del
patrimonio etnofonico della nostra zona, ed Elisa Turlà,
esperta della tecnica vocale "Voicecraft" EVTS, ed una
partecipazione al Festival "Montpellier Dance".
Mi condego da Cecilia dopo aver chiaccherato con lei tra un
video e un ascolto grazie ai quali si è saputa raccontare.
Quello che mi è fortemente rimasto vivo dopo questo incontro
è la forza e l’energia con la quale lavora e crea per far
conoscere la sua terra anche attraverso il canto e la danza.
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