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Una
secolare istituzione scolastica e la sua storia. A ripercorrere
ab ovo le vicende dell’Istituto magistrale “Giovanni Verga” di
Modica è il prof. Piergiorgio Barone in un libro pubblicato di
recente dalla Argo Edizioni. Il libro è frutto del lavoro di ricerca
di un’equipe che per due anni ha compulsato documenti,
fascicoli, incartamenti conservati negli Archivi di enti privati e
di istituzioni pubbliche delle province di Ragusa e Siracusa, sotto
la direzione attenta del prof. Barone.
“L’istruzione magistrale a Modica”, questo il titolo del libro,
prende le mosse dalla istituzione della Scuola normale, voluta dalla
Legge Casati nel 1859, per la formazione dei maestri. A Modica si
guardava con favore alla creazione di una Scuola normale. Ce n’era
già una a Noto (città da cui Modica dipendeva dal punto di vista
amministrativo), ma non bastava, dato che la scuola di Noto non era
più in grado di soddisfare i bisogni sempre crescenti del
circondario. Intorno all’argomento si registrò un vivace dibattito,
qui puntualmente ricostruito, che tenne banco sulle pagine dei
giornali locali. Spettò all’intellettuale Giacomo Albo avviare le
procedure per mettere in piedi la nuova istituzione: era il 1912. I
soldi, all’inizio, ce li mise l’Ente Liceo Convitto, un ente morale
che amministrava lasciti e donazioni allo scopo di promuovere
l’istruzione della gioventù locale. La scuola fu allocata a Palazzo
Sant’Anna. Le lezioni partirono nell’anno scolastico 1913-14. Ma a
causa di irregolarità, la scuola fu costretta a chiudere, per
riaprire l’anno dopo come Regia scuola normale. Nel 1923 la scuola
venne nuovamente soppressa: fra le possibili cause la freddezza con
cui Modica accolse il nuovo regime, all’inizio degli anni Venti. Tre
anni di black out, poi si riprese nel 1926 con la costruzione di un
edificio destinato ad accogliere l’istituenda scuola magistrale,
introdotta nel 1923 dalla riforma Gentile. Le lezioni ricominciarono
nel 1932, in piena era fascista. Il tributo al regime fu palese
nella denominazione stessa della scuola: Regio istituto magistrale
“22 Ottobre 1922” (la data della marcia su Roma). Alla caduta del
regime, sarà intitolata a Giovanni Verga, intitolazione che mantiene
tutt’oggi. Nel dopoguerra, l’istituto magistrale costituì un punto
di riferimento per l’istruzione in Provincia. Negli anni Sessanta e
Settanta, attraverso la contestazione, la scuola si è aperta alla
gestione democratica e ai nuovi fermenti culturali; negli anni
Ottanta e Novanta alle sperimentazioni e al dibattito pedagogico
sulle problematiche dell’insegnamento.
Ma la
storia delle istituzioni è anche la storia degli individui che le
hanno formate, esprimendo in esse la loro umanità, la loro coscienza
sociale. Per questo, accanto alla storia della scuola, Piergiorgio
Barone racconta le storie degli uomini e delle donne che vi sono
transitati. A partire dagli insegnanti. Vi hanno insegnato, tra gli
altri: Adele Gadda Lehr, madre dello scrittore Carlo Emilio Gadda;
Lina Frasca, recentemente proposta per la canonizzazione; Corrado
Ciranna, fondatore della casa editrice omonima, nota a livello
nazionale per la collana “I Cirannini”, sintesi tascabili di tutte
le materie; il pittore Rodolfo Cristina, noto a livello
internazionale; Carmelo Nifosì, intellettuale tra filosofia e
politica; lo scrittore Gesualdo Bufalino che in “Argo il cieco” ha
rievocato, tra memoria e finzione, gli anni trascorsi a Modica
quand’era professore presso l’istituto Magistrale. Alle figure di
Carmelo Nifosì, Lina Frasca e Gesualdo Bufalino sono dedicati dei
“Ritratti” nell’appendice. Accanto a loro, sono migliaia tra docenti
e studenti quelli che hanno frequentato le aule del “Verga”. I loro
nomi sono stati raccolti nelle appendici, relative ai presidi, ai
docenti, ai segretari e dirigenti amministrativi, agli alunni
diplomati (oltre seimila) dal 1936 ad oggi. Molti di loro si
riconosceranno probabilmente nelle foto che, numerose, sono state
poste a corredo del libro. Quanto a illustrazioni e documentazione
fotografica, infatti, l’opera si presenta ricca di immagini inedite,
di cartoline d’epoca e di foto di gruppo reperite negli archivi o
messe a disposizione da ex alunni dell’Istituto.
Una
vicenda antica e gloriosa, quella raccolta nelle pagine di questo
libro, che si chiude però con una nota di amarezza. Dal 1998 il
magistrale non è più. O meglio: non è più autonomo. Il decreto legge
del 1998, relativo al dimensionamento ottimale delle istituzioni
scolastiche, lo ha accorpato all’istituto tecnico per geometri “Leon
Battista Alberti”, creando l’Istituto d’istruzione secondaria
superiore statale polivalente “Giovanni Verga” che li ingloba
entrambi. Risultato: la presidenza dell’istituto è stata trasferita
nella sede di Piazzale Fabrizio e la sede storica dell’Istituto è
stata retrocessa al ruolo di “sede distaccata”, calpestando così
l’identità e la tradizione centenaria di un istituto che ha fatto la
storia dell’istruzione pubblica in Provincia. Ma tant’è: sic
transit gloria mundi!
Giovanni Criscione.
Scheda
Piergiorgio Barone
(Modica, 1949) insegna Scienze sociali e della formazione presso
l’Istituto d’istruzione secondaria superiore statale polivalente
“Giovanni Verga”. Responsabile editoriale per la Argo edizioni, ha
pubblicato la silloge poetica “L’amore, la vita, la profezia”
(1972), una “Guida all’orientamento scolastico e professionale”
(1985), “Conoscere il territorio” (1989), “Storia, tradizioni,
lavoro. Immagini del lavoro ibleo” (1990), “Economia e sviluppo del
lavoro ibleo” (1991), la “Guida agli istituti di istruzione
superiore della provincia” (1995, 1996, 1997), “Storia delle
istituzioni scolastiche della provincia di Ragusa dall’unità ai
nostri giorni” (1996), “La scuola iblea dal dopoguerra ad oggi”
(1996) e “Teoria e prassi della valutazione” (2000). Giornalista, ha
diretto il periodico locale “Comunità” e la redazione giornalistica
di Radio trasmissioni Modica.
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