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Situata
sulla costa sud-orientale della Sicilia, in provincia di Siracusa,
l'Oasi di Vendicari è una zona umida costituita da pantani, necessari
luoghi di sosta per gli uccelli migratori. Costituita nel 1989, l'area
protetta si estende per 574 ettari circa in cui coesistono ambienti
diversi che fanno di Vendicari un vero laboratorio naturalistico.
Una rete di sentieri permette al visitatore di addentrarsi nella
riserva e attraverso i capanni osservare la fauna migratoria: aironi,
anatre, fenicotteri. Nelle acque basse e fangose stazionano gambecchi,
fratini, piovanelli, pettegole e pantane. Da novembre a marzo è
possibile osservare migliaia di folaghe e anatre, ma anche anzavole,
germani reali e gabbiani. L'oasi non è uno zoo ma un sicuro rifugio
temporaneo, per cui l'osservazione può non essere fruttuosa. Infatti
non è una zona di riproduzione e gli stormi sono frettolosi e
impazienti di raggiungere la naturale destinazione.
Fra i pochi
uccelli che vi nidificano c'è il cavaliere d'Italia, un elegante
uccello bianco con lunghe zampe rosse. Vi dimorano la tartaruga
palustre, difficile però da osservare, il coniglio selvatico, la
volpe, il rospo verde, la donnola, il riccio, l'istrice, ma anche
mustioli e pipistrelli. Per gli appassionati di fondali, Vendicari
offre una prateria di posidonia, indice di un ecostistema sano; è un
polmone verde che dà ossigeno ed è un nascondiglio per avannotti. Tra
le cavità costiere è facile imbattersi nella gatto ruggine o nel
sarago.
Vendicari è anche una zona archeologica. Resti di insediamenti
ellenistici sono ancora visibili nella costa: si tratta di forni di
pietra e vasche scavate nella roccia, a pochi metri dal mare che
servivano per la cottura e la conservazione del pesce pescato. Un
tradizionale lavoro che è stato replicato fino al 1943: il rudere
dello stabilimento di tonno in scatola domina ancora il paesaggio di
Vendicari. Attività millenaria, dunque, quella della tonnara e della
lavorazione del pesce, dalla preistoria, agli arabi, dai bizantini
fino ai nostri giorni. Nella vicina Marzamemi, è ancora possibile
gustare prodotti artigianali, quali il tonno o la bottarga da sapori
tutt'altro che industriali.
La torre fu costruita intorno al '400, detta sveva per lo stile della
sua base; rifacimenti nel secolo successivo dove fu fortificata con
l'istallazione di pezzi d'artiglieria. La torre vigilò sulle
incursioni di pirati e saraceni .
Dopo una passeggiata naturalistica si può osservare una chiesetta
bizantina risalente al V-VI sec. d.C. detta Trigona. Lì vicino sono
visitabilii anche delle catacombe.
foto di Piero Pace
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