Giornale online - anno III

 

 

CALENDARIO 2006

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I grandi eventi musicali 2006 della Provincia di Catania

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KARL BERGER

Vincitore per sei volte del referendum indetto dalla rivista Down Beat, Karl Berger è straordinario strumentista e notissimo insegnante. Eccellente pedagogo, esteta della musica, ultimo allievo del grande filosofo Theodor W. Adorno, è stato fra I protagonisti del free jazz in Europa e negli Stati Uniti, collaborando ed incidendo con artisti quali Don Cherry (Symphony for Improvisers), Lee Konitz, John McLaughlin, Gunther Schuller, la Mingus Epitaph Orchestra, Dave Brubeck, Ingrid Sertso, Dave Holland, Ed Blackwell, Ray Anderson, Carlos Ward, Pharoah Sanders, James Blood Ulmer, Hozan Yamamoto, Anthony Braxton e molti altri.

Altrettanto notevole è la sua attività come arrangiatore per artisti come Jeff Buckley (“Grace”), Natalie Merchant (“Ophelia”), Better Than Ezra, The Cardigans, Jonatha Brooke, Buckethead, Bootsie Collins, The Swans, Sly + Robbie, Angelique Kidjo, nonché il suo rapporto creativo con produttori di notevole rilevanza: Bill Laswell, Alan Douglas (“Operazone”), Peter Collins, Andy Wallace, Craig Street, Alain Mallet, Malcolm Burn, Bob Marlett, ed altri ancora. I suoi lavori discografici sono presenti nei cataloghi di numerose etichette: Atlantic, Axiom, Black Saint, Blue Note, Capitol, CBS, Columbia Double Moon, Douglas Music, Elektra , EMI, Enja, Island, JVC, Knitting Factory, In&Out, MCA, Milestone, Polygram, Pye, RCA, SONY, Stockholm, Vogue. Fondatore e direttore del leggendario Creative Music Studio di Woodstock, Berger è stato fra i più influenti insegnanti ad agire in ambito improvvisativo negli ultimi tre decenni. All’esperienza collettiva straordinaria del Creative Music Studio, hanno partecipato, formandovisi o insegnandovi le proprie esperienze, artisti di eccezionale rilevanza: John Abercrombie, Barry Altschul, Ramsey Ameen, William Ames, Derek Bailey, A. Spencer Barefield, David Behrman, Ed Blackwell, Carla Bley, Lester Bowie, Anthony Braxton, Peter Brotzmann, John Cage, Baikida Carroll, Andrea Centazzo, Eugene Chadbourne, Don Cherry, Jay Clayton, Jerome Cooper, Marilyn Crispell, Alvin Curran, Olu Dara, Anthony Davis, Jack DeJohnette, Hamid Drake, James Emery, Douglas Ewart, Malachi Favors, Guilherme Franco, Becky Friend, Fred Frith, Allen Ginsberg, John Giorno, Jimmy Giuffre, Andy Gonzalez, Jerry Gonzalez, Andre Goudbeek, Trilok Gurtu, Steve Haas, Charlie Haden, Mark Helias, Julius Hemphill, Dave Holland, Zakir Hussein, Abdullah Ibrahim, David Izenson, Michael Gregory Jackson, Ronald Shannon Jackson, Joseph Barman, Leroy Jenkins, Howard Johnson, Toshinori Kondo, Lee Konitz, Garry

Kvistad, Peter Kowald, Steve Lacy, Pheeroan ak Laff, Oliver Lake, Byard Lancaster, Jeanne Lee, George Lewis, Garrett List, Frank Lowe, Jimmy Lyons, Michael Mantler, Stu Martin, Kalaparusha Maurice McIntyre, Harry Miller, Roscoe Mitchell, Louis Moholo, Butch Morris, Bob Moses, Don Moye, Sunny Murray, Pandit Pran Nath, Babatunde Olatunji, Pauline Oliveros, Ursula Oppens, Peter Orlovsky, Evan Parker, Hannibal Peterson, Henri Pousser, Steve Reich, Sam Rivers, Roswell Rudd, Adam Rudolph, George Russell, Frederic, Rzewski, Alan Silva, Leo Smith, Harvey Sollberger, Speculum Musicae, Foday Musa Suso, Steve Swallow, Tamia, Cecil

Taylor, John Tchicai, Richard Teitelbaum, Nana Vasconcelos, Collin Walcott, Carlos Ward, Philip Wilson, Gary Windo, John Zorn.

 

GRAHAM HAYNES

Fra i più significativi strumentisti sulla scena odierna, Graham Haynes inizia lo studio della tromba all’età di otto anni, dopo alcuni tentativi con la chitarra. Figlio del leggendario batterista Roy Haynes, compie i suoi studi al Queens College e si afferma in seguito come uno fra gli innovatori del linguaggio improvvisativo: sulla scia di un artista come Don Cherry, egli persegue eminentemente un approccio multiculturale, che include un uso non trascurabile dell’elettronica, nonché significative collaborazioni con numerosi DJ. Nel 1979 fonda, assieme a Steve Coleman, il gruppo Five Elements, con cui si esibisce e incide copiosamente nel corso degli anni Ottanta, collaborando anche con la cantante Cassandra Wilson. In quegli anni guida anche un proprio gruppo, No Image ed incide il primo disco come leader: What Time it Be? In incisioni successive come Nocturne Parisian e The Griots Footsteps, mette a punto un approccio multiculturale che dialoga con una serie di tradizioni extra-occidentali. Collabora inoltre con artisti quali David Murray, Uri Caine e Ed Blackwell e realizza altre incisioni, come Transition e Tones for the Twenty-First Century, in cui sempre più sincretico si fa il connubio fra tradizioni musicali diverse e l’uso dell’elettronica. Artista estremamente creativo, si fa notare anche per le collaborazioni con coreografi quali Tracce Morris e Donald Byrd. Critice eccellenti hanno accolto una recente fatica discografica come bpm.

 

 

 

CARLOS WARD

Nato il 1° maggio 1940 ad Ancon, Panama, Carlos Ward, è fra gli artisti più significativi dell’improvvisazione africana-americana sorta immediatamente dopo la rivoluzione del cosiddetto free jazz. Cresciuto a Seatlle, affina le proprie doti musicali nel corso del servizio militare, presso la Navy School of Music. Di stanza in Germania, vi ha occasione di ascoltare Eric Dolphy, che lo influenzerà indelebilmente; al contempo, ha occasione di collaborare con numerosi musicisti tedeschi, fra cui Albert Mangelsdorff. Di ritorno negli Stati Uniti, si stabilisce inizialmente a Seattle, dove incontra John Coltrane. Si trasferisce poi a New York, dove la sua collaborazione con il leggendario sassofonista si approfondisce: partecipa così a un progetto coltraniano come l’Ottetto, purtroppo mai inciso. Al contempo, collabora con artisti quali Sam Rivers, Rashied Ali, Sunny Murray, soprattutto Don Cherry, con cui allaccia un profondo rapporto. Al suo fianco realizza inoltre molteplici progetti per la Jazz Composers’ Orchestra Association, fra cui un’incisione come Relativity Suite. Entra inoltre a far parte di un celebre gruppo funk come B. T. Express. Dal 1973 collabora con il grande musicista sudafricano Abdullah  Ibrahim; sostituisce inoltre Jimmy Lyons nei gruppi guidati da Cecil Taylor, ed incide a proprio nome (Lito, Live at the Bug & Other Sweets, Set for 2 Dons).

 

PETER APFELBAUM

Noto sassofonista e compositore, Peter Apfelbaum esordisce come leader discografico a soli 17 anni, incidendo per la Antilles/ Polygram due realizzazioni di successo e persino candidate al Grammy: Signs of Life e Jodoji Brightness, a nome dello Hieroglyphics Ensemble, di cui facevano parte artisti destinati alla celebrità come Craig Handy, Benny Green, Joshua Redman. Il complesso, già nel 1977, praticava un approccio multiculturale, in cui si dialogava con molteplici tradizioni musicali occidentali ed extra-occidentali, prefigurando quella che poi sarebbe stata definita come world music. Nel 1988, Apfelbaum inizia uno stretto rapporto artistico con Don Cherry, partecipando a numerose tournée in tutto il mondo e anche a una celebrata incisione quale Multikulti. Nel 1995 forma il Peter Apfelbaum Sextet, con cui incide per l’etichetta Gramavision; al contempo si afferma anche come compositore, realizzando pagine anche per un complesso di fama quale il Kronos Quartet, e collabora con artisti come Cecil Taylor, Naná Vasconcelos, Karl Berger, Michael Ray, Eddie Jefferson, Carla Bley, Steven Bernstein, Don Buchla. Trasferitosi a Brooklyn nel 1998, guida un applaudito gruppo di cui fanno parte il violinista Charles Burnham, il trombonista Josh Roseman, il sassofonista Tony Jones, il chitarrista David Phelps, il contrabbassista Patrice Blanchard e il batterista Dafnis Prieto.

 

BOB STEWART

Eccezionale musicista, virtuoso dotato di straordinarie capacità espressive, Bob Stewart si è diplomato presso il Philadelphia College of the Performing Arts, specializzandosi al Lehman College Graduate School, dove oggi insegna, affiancando un’ulteriore attività pedagogica per la prestigiosa Juilliard School of Music di New York. Nato il 3 febbraio 1945, Stewart s’è esibito con una pletora di straordinari musicisti e complessi: Gil Evans, Carla Bley, Sam Rivers, Wynton Marsalis, Nicholas Payton, Frank Foster, Arthur Blythe, Globe Unity Orchestra, Lester Bowie’s Brass Fantasy, David Murray, Henry Threadgill, Howard Johnson, Max Roach, Freddie Hubbard, Charlie Persip, Don Cherry, Dave Burrell, McCoy Tyner, Dizzy Gillespie, Taj Mahal, Charlie Haden e altri ancora. Incide anche a proprio nome ed è leader di altri progetti e complessi.

 

MARK HELIAS

Emerso a metà degli anni Settanta come uno fra i più innovativi contrabbassisti sulla scena, Mark Helias si è affermato grazie a intensi rapporti di collaborazione con musicisti di rango quali Edward Blackwell, Anthony Davis, Dewey Redman, Ray Anderson, Don Cherry e Gerry Hemingway, nonché a progetti realizzati con Tony Malaby, Tom Rainey, Mark Dresser, Oliver Lake, Slickaphonics, Julius Hemphill, Marilyn Crispell, Jerome Harris, James Emery, Jay Hoggard, Joe Lovano, Yusef Lateef, Simon Nabatov, Jim Pepper, Dewey Redman, Bobby Previte, Enrico Rava, Mark Feldman, Michael Moore, Anthony Braxton, Arthur Blythe, Abbey Lincoln, Karrin Allison, Ellery Eskelin, Cecil Taylor,  Marcel Khalife, Barry Altschul, Don Byron, Mose Allison e Marty Ehrlich. Ha al suo attivo numerose incisioni a proprio nome: “Split Image” (1984), “The Current Set” (1987), “Desert Blue” (1989) e “Attack The Future”, (1992) “Loopin’ the Cool” (1995), “Fictionary” (1998), “Come Ahead Back” (1998) and “New School” (2001) “Verbs of Will” (2003).

 

BILLY ELGART

Batterista di rara sofisticazione, Billy Elgart s’è affermato come stimolante partner di artisti di grande caratura e di complessa creatività, primo fra tutti Paul Bley, nel cui gruppo sostituì Paul Motian. Trasferitosi da lungo tempo in Europa, Elgart ha collaborato lungamente con Karl Berger nonché con artisti di rango quali Dave Holland, Wayne Darling, Thomasz Stanko, Carlo

Mombelli, Lee Konitz, Pete O’Mara, Andrea Dulbecco, Claudio Fasoli, Bernhard Pichl, Matthias Schubert, Vlatko Kucan, Kenny Wheeler, Charlie Mariano, Achim Kaufmann, Roger Janotta, Ingrid Serto.

 

INGRID SERTSO

Cantante di squisita sensibilità, Ingrid Serto (in alcune incisioni riportata anche come IngRid) è da lunghi anni partner nella vita e nel lavoro di Karl Berger, con cui ha condiviso molteplici incisioni nonché la direzione del Creative Music Studio di Woodstock e un profondo rapporto con Don Cherry. Nel corso degli anni Sessanta si esibisce a fianco di musicisti come lo stesso Cherry, Steve Lacy, Leo Wright, Eric Dolphy. Trasferitasi negli Stati Uniti, si dedica all’insegnamento (a Boulder, Colorado, e a Calgary, Canada), pur continuando a collaborare con musicisti di rango: ancora Don Cherry, Ed Blackwell, Jimmy Giuffre, Sam Rivers, Dave Holland, Bob Moses, Jumma Santos, Perry Robinson e, susseguentemente, fra gli anni Settanta e Ottanta, Mike Richmond, Dan Brubeck, Paulo Moura, Naná Vasconcelos e altri ancora. A partire dagli anni Novanta torna a incidere e a stabilire nuove collaborazioni con Pauline Oliveros, Leroy Jenkins, Lee Konitz, Anthony Cox, Linda Montano, Paul Koji Shigihara e ancora Karl Berger, di cui è la più fidata interprete.

 

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Karl Berger

Octet

Karl Berger

pianoforte, vibrafono e melodica

Graham Haynes

cornetta, flicorno e doussn’ gouni

Carlos Ward

sax contralto

Peter Apfelbaum

sax tenore, flauto, pianoforte e percussioni

Bob Stewart

tuba

Mark Helias

contrabbasso

Billy Elgart

batteria

Ingrid Sertso

voce e poesie

 

 

anno III

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