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Gli strozzapreti
La domenica delle Palme i “massari”, i contadini, scendevano in
paese per farsi benedire i ramoscelli d’ulivo o le foglie di palma
ancora giovani e facili da intrecciare, a forma di croce per i più
piccoli, più fastose e complesse per i grandi. Prima della messa,
c’era una breve processione di fronte ad ogni chiesa, come a
rievocare l’entrata gloriosa di Gesù nella città di Gerusalemme. Una
volta benedetti, questi simboli divenuti ormai sacri, andavano
appoggiati al capezzale del letto e al muro della stalla.
La “massara” procedeva alla realizzazione dei biscotti nella
settimana santa, precisamente dal lunedì al giovedì santo. Si
preparavano i biscotti strozzapreti, “affucaparrini”, che i figli
maschi provavano a fare, per poi mostrare a tutti le vesciche che la
lunga lavorazione della pasta “co briuni”, producevano. Se i figli
erano ancora troppo piccoli per riuscire nell’impresa, questo
compito spettava al capofamiglia. Si utilizzava “a briula”(una sorta
di piano di lavoro) che veniva bloccato dalle gambe della massaia,
mentre l’impasto veniva lavorato, cioè scaniato tramite un bastone
che si alzava e si abbassava, “u briuni”.
Ingredienti:
3 kg di farina di grano duro-1 Kg di farina 00 –200 g di sugna – 20
uova –350 g di zucchero – due cucchiai di cumino.
Esecuzione:
Mischiare le due farine con la sugna, fino a che questa venga
completamente assorbita. Aggiungere le uova, lo zucchero, i semi di
cumino fino ad attere un impasto omogeneo, non troppo duro. Lasciare
riposare la pasta per un’ora in un luogo asciutto.
Dopo questo intervallo, su di un piano infarinato creare dei
cordoncini cui si può dare la forma di cerchio, per ricordare la
croce che misero in testa a Gesù, oppure la forma di otto a “ucciali”,
cioè occhiali, “badduzzi”, cioè palline, cavadduzzi, cioè cavallini
, nel senso che viene data la forma di una “S”. Si incidono con un
coltellino, al fine di facilitarne la cottura, o come si diceva, si
fanu i pizzi.
I biscotti così preparati, vanno immersi in acqua bollente, si
estraggono dopo qualche minuto e si lasciano asciugare per dodici
ore.
Arianna Salemi
Modica Info
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gennaio 2004
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