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I pastieri
Ancora oggi, nelle case di campagna viene utilizzato il forno in
pietra attorno al quale, in passato, si riuniva la famiglia nella
settimana santa, per preparare i cibi che sarebbero stati
letteralmente mangiati con gli occhi, finché non sarebbe giunta la
Pasqua,
Nella settimana santa il forno a pietra era usato quasi ogni giorno
e veniva riscaldato con rami secchi di mandorlo ulivo o con cespugli
di manaventi, saittuna, sitareddi, buddari, raccolti in agosto e
conservati nno frascaluoru. Stabilire il giusto calore è un’arte ed
era compito della massaia stabilire la giusta temperatura per i
biscotti o per le impanate, o per i pastieri.
Il giovedì santo l’agnello veniva macellato se era da consumare il
sabato, oppure il venerdì se veniva consumato la domenica; la sua
pelle veniva poi ritirata “ro piddaro”, il compratore di pelli.
La massara e le figlie pulivano le interiora e le budella che
sarebbero servite per riempire i pastieri.
Giunta la domenica di Pasqua durante il mattino si recitata l’Ave
maria e il Padre nostro dopo aver accudito gli animali. A pranzo, il
capo famiglia spezzava “a paci”, il pane intrecciato. Ognuno ne
riceveva un pezzetto e poi si precedeva alla divisione “ra mpanata”,
“re pastieri”, re turciniuna, e infine, “ re biscotta, e “re cassati
di ricotta”. Le ossa dell’agnello rimaste in un piatto, sarebbero
state buttate in un campo seminato a grano, come benedizione per
ottenere un ricco raccolto
Nel pomeriggio, la famiglia andava dai parenti per gli auguri,
assaggiava due biscotti, due di numero come due sono gli occhi,
accompagnati da qualche liquore fatto in casa.
Quando la sera si ritornava si completava di accudire gli animali,
che erano il bene più prezioso che la famiglia del “massaro
possedeva. Il lunedì di Pasqua, “u luni i Pasqua” si ricambiavano le
visite ricevute il giorno prima. Il riposo in questi due giorni di
Pasqua era rappresentato dal non andare a lavorare nei campi.
In attinenza a questo periodo pasquale questa settimana impareremo
ad elaborare i “ pastieri”.
Ingredienti
Per la pasta: 1 Kg e ½ di farina di grano duro – olio d’oliva- un
bicchiere di vino rosso- acqua quanto basta- crusenti o un ¼ lievito
di birra - sale
Ripieno:
500 g di carne tritata – 500 g di interiora di agnello – prezzemolo
– aglio- pepe nero – sale – cacio cavallo grattugiato – 4 uova-
brodo di carne.
Disporre la farina a fontana e aggiungere olio, vino rosso, acqua e
lievito, sale. Impastare fino ad ottenere una pasta liscia ed
omogenea. Tirare la pasta a sfoglia, quindi molto sottile e creare
dei dischi con l’aiuto di una tazza, di un diametro di circa 10 cm.
Inserire su ogni dischetto un cucchiaio di ripieno e richiudere il
pastiere sollevando verso l’alto la sfoglia e chiudere facendo delle
piegoline da unire lasciando solo una sorta di piccolo cratere.
Spennellare di rosso d’uovo tutti i pastieri, che andranno riempiti
con la carne tritata precedentemente soffritta ammorbidita con un
poco di brodo di carne, poi mescolata alle uova, al formaggio, al
sale, al pepe, al prezzemolo tritato.
Sistemare i pastieri in una teglia unta in forno caldo per circa 30
minuti a 220 C°.
Arianna Salemi
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