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Storia e ricetta delle 'panatigghie

 


Ho il piacere di presentarvi una ricetta tipica dell’antica tradizione dolciaria modicana che porta il nome di << ‘MPANATIGGHIE>>.
Si tratta di una sorta di raviolo dolce che ha un ingrediente insolito: la carne.
Anticamente, I ‘mpanatigghie erano preparate dalle suore dei vari conventi ubicati a Modica. Sembra che i destinatari di tali bontà fossero i pellegrini, provati dalla stanchezza per il lungo cammino. Le suore aggiunsero caritatevolmente la carne all’impasto, perché non fosse visibile e percepibile al gusto, durante il periodo della Quaresima, che vieta per l’appunto di cibarsi di carne. Secondo altri, i degustatori di questi deliziosi dolcetti, speziati alla cannella, erano i sacerdoti. Questi per raggranellare qualche soldo bussavano di porta in porta, e le suore per assicurare il loro sostentamento fisico durante il periodo della Quaresima aggiungevano di nascosto la carne. Altri, più maliziosamente, dicono che dei sacerdoti, alquanto lontani dai principi di carità fecero nascondere la carne tra gli ingredienti dei dolcetti al fine di perpetuare l’immagine della chiesa povera e deprivata di ogni simbolo del benessere.
Per ottenere circa cinquanta ‘mpanatigghie occorrono i seguenti ingredienti:
PASTA.
900 gr di farina oo – 250 gr di zucchero – 200 gr di strutto – 1 kg di tuorli d’uovo
RIPIENO.
250 gr di mandorle tostate – 250 gr di carne tritata netta – 400 gr di zucchero – 90 gr di cioccolato fondente tritata – 25 gr di cannella tritata – 1 busta di vanillina – 1 scorza di limone grattugiata – 8 bianchi presi dal chilo.

Occorre cuocere la carne tritata in un tegame. Una volta che è raffreddata bisogna aggiungere le mandorle , la cioccolata, la carne e la cannella, lo zucchero, la vaniglia, e la buccia di limone. Aggiungere, infine, i bianchi delle uova montati a neve.
Il ripieno va preparato il giorno prima.
La pasta si ottiene impastando su di un piano la farina, lo zucchero, le uova e lo strutto. Occorre lavorarla velocemente e farla riposare almeno per un’ora. Stirare la pasta e, con l’ausilio di una tazza, creare delle forme circolari.
Adagiarvi delicatamente un po’ del preparato, inumidire i bordi con acqua e richiudere a mezzaluna, schiacciando i bordi con i rebbi di una forchetta. Infine, incidere con la punta di un taglierino il centro della mezzaluna. Infornare i pasticcini a 250° adagiati su una teglia infarinata per circa 15 minuti. Una volta cotti e raffreddati basta spolverizzarli con dello zucchero a velo.
Questo dolce rappresenta la città di Modica, infatti, in qualsiasi pasticceria modicana entriate troverete file di ‘mpanatigghie in bella mostra, che sprigionano un’avvolgente profumo di cannella, cioccolato e mandorle tostate.

Arianna Salemi


 


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