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I maccarrunedda
Il menù classico di carnevale, “cannaluvàri” consisteva in una
carrellata di pietanze che hanno in comune il fatto di non essere
molto leggere dato che sono fritte ed elaborate, ma che sono davvero
deliziose.
Come vi ho accennato nelle settimane precenti erano le arancine, i
ravioli di ricotta al sugo di maiale, le crespelle di riso. A queste
cose si aggiungeva anche la salciccia rosolata in padella con
contorno di patate fritte oppure la carne cotta nel sugo.
Chi non si poteva permettere i ravioli preparava i “maccarrunedda”,
cioè la pasta, che proprio per il martedì grasso veniva mangiato due
volte, a pranzo e a cena.
Poteva essere consumata anche più volte al mese, ma per il giorno di
carnevale, doveva essere rigorosamente condita con il sugo di
maiale.
Per preparare i “maccarunedda” occorrono:
1 chilo di farina di grano duro, uno o due uova, sale e acqua quanto
basta per non fare diventare l’impasto molto morbido.
Occorre impastare tutti gli ingredienti su di un piano infarinato.
Poi stirate la pasta allo spessore di un centimetro, quindi non
troppo sottile. Lasciatela asciugare circa dieci minuti. Tagliate in
strisce la sfoglia di pasta e successivamente ricavare dei
rettangoli da ogni striscia, di circa sette - otto centimetri.
Posizionate il rettangolo di pasta su di un piano e con l’aiuto
delle dita ripiegatelo su se stesso.
Riponete i “maccarrunedda” su di un piano infarinato. Cuocete in
acqua bollente e salata. Aspettate cinque minuti. Vanno serviti un
po’ al dente, con sopra il sugo di maiale.
Arianna Salemi
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gennaio 2004
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