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La favata
Per questa ultima
settima di aprile, ho deciso di solleticare la vostra mente
facendovi pregustare, tramite la lettura della ricetta che seguirà,
un piatto tipico delle nostre zone: la favata.
Come ci dice lo scrittore Pino Correnti, i Siciliani emigrati in
America hanno rielaborato la ricetta dei Sardi; l’adozione di questo
piatto ha permesso che esso stesso diventasse, ormai, parte
integrante della tradizione sicula da moltissimi anni.
E’ interessante sapere che diverso tempo fa, in Sicilia, nel periodo
primaverile, si festeggiava tra canzoni e allegria, indovinelli e
doppi sensi, relativi a questi preziosi legumi, la nascita della
“fava nova”, cioè il raccolto delle fave. Infatti, ci si recava sui
campi di fave e se ne mangiavano in grande quantità, disposte a
mucchietti in un cartoccio, in cui si versavano dopo essere state
tuffate in acqua bollente e salata.
Ciò che mi colpisce delle feste dei contadini è il loro modo di
festeggiare con poche cose, ma con molta più allegria e brio di
quanto non facciamo noi oggi, alla ricerca di un divertimento sempre
più sofisticato.
Questo essere vicini alla natura, seguirne le sue cadenze e i suoi
silenziosi ma vistosi ritmi, e festeggiarne ogni mutazione, non fa
che irraggiare la Sicilia e la sua tradizione di fascino
irresistibile.
Ingredienti: ½ chilo di fave
secche – 100 g di pancetta affumicata tagliata a cubetti – 100 g di
salsiccia – 2 cipolle – 2 cucchiai di estratto di pomodoro (strattu)
– finocchietto selvatico fresco o semi di cumino in boccia - sale-
pepe nero- olio
Esecuzione:
Lasciare in ammollo le fave per tutta la notte, o almeno dodici ore
( togliere “l’occhio” e la buccia, se troppo spessa).
In un tegame fare appena dorare la cipolla, aggiungere la pancetta
affumicata a dadini, il finocchietto selvatico, o i semi di cumino,
l’estratto di pomodoro disciolto in acqua calda, la salsiccia di
maiale uscita dal budello e sbriciolata. Infine, versare le fave e
coprirle con acqua bollente. Lasciare cuocere a fuoco basso per
almeno un’ora: il tempo di cottura dipende dalla qualità della fava.
Rimestare sempre con un cucchiaino di legno per rispettare la
tradizione, aggiustare di sale e pepe, e a cottura avvenuta servire
con fette di pane appena tostato.
Arianna Salemi
N.B.: Se volete inviare suggerimenti o sapere qualcosa sulle ricette
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