INTERVISTA ESCLUSIVA

a Valeria Solarino attrice mediterranea dalle radici modicane

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Valeria Solarino attrice mediterranea

Ha radici modicane l'attrice che ha conquistato gli spettatori con la sua bellezza splendente e il suo sguardo magnetico.

Valeria Solarino ha ricevuto il premio Giuseppe De Santis per il miglior volto emergente del 2005

 

Valeria Solarino è nata venticinque anni fa a El Morro de Barcelona in Venezuela da genitori modicani. Ma c'è chi scrive che è nata a Torino o Milano. Lasciato il Venezuela a sei mesi trascorre i suoi primi quattro anni a Modica. Si trasferisce a Torino dove studia recitazione alla scuola del Teatro Stabile diretto da Mauro Avogadro. Precoce il suo ingresso nel cinema. Il suo esordio quando ancora studiava recitazione nel 2001 con una partecipazione nel film La felicità non costa niente di Mimmo Calopresti. Nel 2003 è la volta di Che ne sarà di noi? interpreta una donna in grado di sconvolgere l'esistenza, mentre in La fame chimica ha conquistato gli spettatori con la sua bellezza splendente e mediterranea. Ne La Febbre appena uscito nella sale cinematografiche, è bella, solare, aperta, interpreta una meridionale giunta al nord per studiare e fa la cubista per mantenersi. Una semplice bellezza, una donna forte, con uno sguardo magnetico.

Valeria Solarino è molto legata a Modica, dove trascorre momenti di pausa. Questa settimana approfittando della sua presenza abbiamo avuto modo di intervistarla.

 

Come nasce la voglia di recitare?

Fin da piccola mia mamma mi portava a teatro e da li è nata una certa curiosità e familiarità per quel mondo. Del resto anche lei ha fatto l'attrice. Trasferitami a Torino ho studiato al Teatro Stabile. Il mio debutto è stato con Carlo Presti nel 2001, sono stata scelta con un provino. Da quella piccola parte che ho avuto, ho capito che esisteva un altro modo di recitare rispetto al teatro.

 

 

La bellezza quanto conta per te?

Nella recitazione conta una forte presenza, lo sguardo, l'impatto, e poi è la recitazione che ti trasforma. Attori che non sono belli a sentirli recitare risultano bellissimi. Bello e brutto non interessa al pubblico. Elio Germano, mio coetaneo, o lo stesso Luigi Lo Cascio, non sono assolutamente belli ma quanto recitano diventano interessanti.

 

Come ti avvicini al personaggio da interpretare?

Cerco di capire cosa vuole il regista, mi affido a lui. Nell'ultimo film ad esempio, Alessandro D'Alatri voleva creare una immagine di femminilità che non ce stata mai in Italia, cioè una donna che non è la solita bella ragazza ma è anche un pò sfigata, atipica rispetto ai soliti clichè.

 

Come hai  vissuto il set dell'ultimo film?

Ne La Febbre girato a Cremona, si iniziava a lavorare molto presto, le quattro o le cinque del mattino. Fabio Volo era sempre pimpante in tutti i momenti, faceva battute e non finiva di parlare se non quando si sentiva il ciak, e questo durava fino a notte fonda. E' stato bello e divertente. Prima di calarmi nella parte di cubista il regista mi ha affiancato ad una ballerina. All'inizio è stata una esperienza drammatica per me che non avevo mai ballato.

 

Adesso a che cosa stai lavorando?

Il prossimo progetto è un film con Roberto Andò che dovremmo girare in Sicilia, ambientato tra Roma e la Sicilia. Il regista palermitano ha fatto dei sopralluoghi a Modica ed è rimasto molto colpito. La sceneggiatura è tratta da un romanzo che si intitola Ricostruzioni di Josephine Hart la storia di due fratelli, molto drammatica. Sarà girato tra settembre e ottobre prossimo. 

 

Cosa ne pensi di internet?

E un mondo abbastanza estraneo, anche se mi affascina. Ultimamente per esempio ho scoperto la mia passione per la cucina. Un giorno è capitato che non sapevo fare una ricetta di non so quale volatile, sono andata su internet è ho trovato tremila ricette. Incredibile. L'ho usato molto per cercare casa.  Ho un'email ma non la guardo quasi mai. 

 

Il tuo valore più grande?

Sono gli affetti, quelli più vicini, i miei genitori, mio fratello, il mio fidanzato. Le persone che mi stanno più attaccate. Il lavoro per me è la cosa più importante, ma se non hai il sostegno affettivo, quei punti fermi, diventa tutto più faticoso.

 

Cosa è per te Modica?

Sono legata a Modica perché ci sono cresciuta e poi ci torno spesso per le vacanze. Da piccola andavo al mare a Marina di Modica e Maganuco. Adesso preferisco la spiaggia di Sampieri, quello dello "stabilimento bruciato".

Mi piace quando vengo in Sicilia sentire e riconoscere la cadenza del modicano e del ragusano rispetto a quella del catanese o a quella palermitana. Sfumature che può percepire solo chi la Sicilia l'ha vissuta.

Quando mi chiedono delle mie origini dico che sono di Modica, e poi i miei colori parlano chiaro. Quando dico che sono di Modica scopro che tutti la conoscono. Ciò mi inorgoglisce. Di Modica conoscono la città bassa, la città alta e soprattutto il cioccolato lo conoscono proprio tutti.

 

Piero Pace