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Dei film proposti a
Natale nelle sale cinematografiche italiane, è tra quei pochi che ha
offerto un’opportunità a chi ha continuato a resistere alle volgarità
demenziali di certo cinema italiano, o alle banalità melliflue tenute su
dal fascino hollywoodiano dell’attore di turno.
Pensato per i più giovani – dietro la spinta del successo di “Harry Potter”
e del “Signore degli anelli” - ha portato sul grande schermo i racconti
dell’inglese Lewis a cui, ci auguriamo, molti adolescenti rivolgeranno la
loro attenzione per lasciarsi coinvolgere dall’incanto della pagina
scritta.
Incanto che sul grande schermo, a dire il vero, è stato sacrificato a
immagini di battaglie (epiche ed eroiche, quanto si vuole, ma pur sempre
violente e sanguinarie) che hanno lasciato a dir poco perplesso lo
spettatore adulto, attento a chiedersi quali ricadute tali immagini
abbiano sulla fantasia dei più giovani.
Scritti alla fine degli anni quaranta, quando Londra era bombardata dai
nazisti, i racconti di Lewis testimoniano il difficile momento storico
ricostruito all’inizio del film e nel quale si muovono i giovani
protagonisti.
Si tratta di quattro fratelli: Susan, Peter, Edmund e Peter Pevensie il
cui padre è al fronte. Assieme ad altri bambini dell’epoca, vengono
allontanati da Londra, senza la loro mamma, e sfollati in campagna. I
fratelli Pevensie vengono accolti in un’austera dimora, assai triste e
cupa, dove – per ingannare il tempo – inventano giochi infantili. È così
che finiscono dentro un armadio guardaroba che li conduce nel fantastico
mondo di Narnia, popolato da fauni, centauri, animali di ogni tipo, tutti
impegnati a combattere contro la strega cattiva di turno. Un’affascinante
Tilda Swinton che, nei panni della Strega Bianca, condanna il regno di
Narnia ad un lungo interminabile inverno, senza (per giunta!) il Natale.
A salvare il regno di Narnia, però, giungeranno i quattro fratelli i
quali, così come annunciato da un’antica profezia, saranno i quattro
principi che guideranno la battaglia (lunga e violenta, come si diceva)
contro l’esercito della Strega Bianca.
Come sempre (ma solo nelle fiabe, ahinoi!) il bene avrà la meglio sul male
e la giustizia trionferà senza intaccare il candore dei giovani
protagonisti il cui viaggio tra il mondo reale e quello fantastico di
Narnia sul grande schermo sembra destinato a continuare ancora. Nonostante
le forti perplessità che hanno accompagnato la visione dello spettatore
più adulto. Infatti, il film sembra volere giustificare la teoria che
esistono (anzi si debbono combattere) delle guerre giuste. Esso appare,
dunque, quasi un atto di difesa delle cosiddette “guerre necessarie” di
cui, in tempi recenti, non sono mancati esempi nel mondo reale e delle
quali – almeno in un film destinato ai più giovani – avremmo certamente
fatto a meno.
Lilla Anagni
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