I sogni della memoria |
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Dalle parole del regista Beppe Cino il ricordo di Gesualdo Bufalino. Il regista anticipa il cast del film. Olivia Magnani la protagonista femminile.
Bufalino era estroverso, aveva viaggiato pochissimo, ma stando con lui sembrava avesse viaggiato moltissimo. Frequentandolo sono nati degli stimoli reciproci. Bufalino venne spesso sul set a Roma, appassionato e goloso del cinema. Aveva la suggestione che se un giorno si fosse girato un film su uno dei suoi libri Argo il cieco sarebbe stato il più predisposto a diventare film e non Dicerie dell'untore. Da questa sua insistenza nacque l'idea di fare anche Argo il cieco. Il film si doveva fare già nel '93. All'epoca Rai Uno doveva partecipare alla produzione di questo film, ma ci furono delle resistenze in quanto Maria Venera doveva venire accompagnata a Catania da una levatrice per un aborto clandestino. Ci fu una sorta di censura e il copione fu accantonato. Poi improvvisamente dopo dieci anni è stato recuperato, l'ho rivisto e radicalmente modificato. Facendo dei sopralluoghi a Modica ho conosciuto Franco Ruta titolare dell'Antica Dolceria Bonajuto, che mi ha presentato il giornalista Francesco Belgiorno che mi ha mandato una lettera di Bufalino di risposta a lui ad alcuni interrogativi di modicani che avevano letto Argo il cieco e avevano espresso nei confronti del romanzo perplessità. Modica non era raccontata con una fedeltà topografica come ingenuamente qualche lettore si aspettava. Ora un romanzo non è mai una calcografia delle Pagine Gialle della città, un romanzo è sempre un'opera di fantasia e Modica nel romanzo diventa altro rispetto alla Modica reale e nel film questo sarà ancora più accentuato. La Modica che vedremo è una Modica vista con l'enfasi della memoria di un uomo che la ricorda cinquant'anni dopo. Una Modica quasi fiabesca, quasi da Mille e una notte.
Argo il cieco doveva avere la sua
primogenitura nel '93 '94. Da anni ho un rapporto professionale e di
amicizia con Maria Grazia Cucinotta, ho fatto parecchi lavori con lei.
C'era una
vecchia promessa che lei doveva essere Maria Venera, anche perchè avevo
bisogno per il film di un'icona siciliana. Ma gli anni passano per tutti e
adesso lei ha trentasette anni e sullo schermo con tutti gli accorgimenti
del caso può avere trent'anni, ma ha un'imponenza fisica tale che sarebbe
stato azzardato oggi affidarle il ruolo di Maria Venera, ventenne e metterla in
concorrenza con le alunne del professore Angelo. Con molto rammarico ho
dovuto cambiare protagonista. Ho scelto un'attrice che ha le
caratteristiche di una
Piero Pace
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