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TRANCHINO, surrealista mediterraneo

 



Gaetano Tranchino è nato il 22 Gennaio 1938 a Siracusa, dove vive ed ha lo studio artistico in un antico palazzo, a pianterreno, della Mastrarua in Ortigia. Compiuti gli studi classici, ha poi frequentato le facoltà di Lettere ed Architettura a Roma e Catania, nonché, corsi, presto interrotti, presso le Accademie BB.AA.di Roma e Milano.
Amico di Nanà Sciascia, Borges, Bufalino, Guccione,di F. Cancelliere dell’omonima galleria messinese,del critico R. Manzi, del collezionista-mecenate G. D’Ambrosio, ha realizzato il manifesto per il Teatro Greco (SR,’96) e per il Premio Vittorini 2000.
Sua prima Mostra Personale: Gall. Toninelli (Milano,’64,’74), presentato dal critico d’arte Franco Russoli. Ulteriori mostre personali: Narciso (Torino,’66), La Nuova Pesa (Roma,’66), Kiko Gallery (Houston-USA,’67), Il Girasole (Udine,’68), Toninelli (Roma,’69,’75), La chiocciola (Padova,’70), Libreria Flaccovio (Palermo,’71), Ponte Due (Ragusa,’72), Davico(Torino,’75), Sellerio (Palermo,’75) La Torre (Lago d’Orta,’76),Art Gallery (Milano,’78),Galleria 98(CS,’78),Biblioteca Civica (Gallarate,’78), Stevens (Padova,’79), Fidesarte (Mestre-VE,’78), Spaziodomo (Domodossola,’78), Trentadue(Milano,’81,’84), Il Tempietto (Brindisi,’82), La Robinia (Palermo,’83,’93), Club Amici della Selva (Fasano,’83), Banca Popolare di Milano (Roma,’83), Arte Club(CT,’85),Palazzo Steri(PA,’86),Il Gabbiano(Roma,’86),
La Tavolozza (PA,’87), San Carlo (Milano,’87,’92,’04,’05), La nave (SR,’87), Due Tuoni (Treviso,’88), New Art (Monaco,Germania,’90),F. Cancelliere Mosaico
(Messina,’95,’96), Aretusa (Messina,’96), Living Art (Milano,’97), Kontraste (Pietrasanta,’97), Altissima (Torino,’97), Provincia Reg.le (Messina,’97), La Rocchetta (Pavia,’97), Arte Fiera (Bologna,’98,’99), Jannone (Milano,’98), Expo (Bari,’98), Arte Oggi (CZ,’98), Miart (Milano,’98,’99), Expo (Montechiari Brescia,’98), Il Segno (Brindisi,’98), Arte Padova(’98), Palazzo dell’Arsenale (Verona,’99), Galleria Brezza (CS,2000), Galleria Quadrifoglio (SR,2000,2004), Il Sale Art Cafè (Catania,’02), S. Carlo (Milano,’04,’05), Accademia del Tadini (Lovere,’04), Galleria Rotta(Genova,’05), Il Sagittario(Messina,’05), Galleria 61 (Palermo,2005).
La Nave, i vascelli, le fregate sono, negli anni Ottanta, i simboli ricorrenti nelle sue tele fosche, umbratili, lunari, pervasi di luce su distese marine da percorrersi “ à huis clos “, mentre invece negli anni Novanta, una presenza costante della sua <imagerie> e della sua <recerche siciliana>, è la figura dell’Uomo-Ulisse, che tiene in mano un Libro: in questa problematica di natura schiettamente metafisica, meglio ancora ontologica,si colloca l’arte di Tranchino . La sua cifra stilistica ha forti connotazioni saviniane e dechirichiane e simbolo ricorrente, oltre alla già citata Nave ed al Libro, è il Giardino, scrigno magico della memoria e dell’infanzia. Nella sua ultima produzione, i colori della tavolozza sembrano più accesi di prima, il quasi sessantottenne artista siracusano sembra voler sfuggire alle atmosfere trasognate da lui stesso, viaggiatore sognante, ad hoc create.

Paolo Bonaiuto


 


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