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:: indice degli artisti :: Maria Concetta AvolaStanze di vitaMare come dimora. Cielo senza confine.
E' sempre più raro trovare un
artista che, pur proponendo, senza mascherature arbitrarie, immagini
di riferibile connotazione (paesaggi, fiori, distese d'acqua e di
cieli) riesca a suscitare nell'osservatore il senso indefinito
dell'oltre. Non c'è dubbio che Maria Concetta Avola sa costruire i
propri dipinti con una emancipata ed organica strumentazione e con
questa radicale caratura espressiva perviene ad un più caldo
itinerario del cuore e dell'intelletto. Così il critico d'arte
Renato Onde e mari si ingentiliscono nella calma che trionfa sulle forze ribelli della natura, in pastelli delicati, in sfumature sempre più lievi, in colori tendenti al tenue e alle trasparenze: la placida, agognata, calma di mare!. Nicola Colombo dà una spiegazione profonda al lavoro pittorico e si chiede. Se il mare è grande e profondo e il cielo immenso e infinito, è possibile trovare un punto di congiunzione tra questi due eterni modi d'essere della natura? Noi pensiamo di si, ma a una condizione. L'incontro ravvicinato è possibile concretarlo attraverso un approccio esistenzialista al problema: cogliere il mare come luogo della ragione e immaginare il cielo come sfera del sentimento. Il mare è finito, così come è finita la ragione. Il cielo è infinito, così come è infinito il sentimento. Maria Concetta Avola è una giovane Artista, autodidatta, umile, silenziosa. E' dunque un'artista che ha di fronte a sè margini significativi di miglioramento. Pur tuttavia ha già dimostrato di avere la forza di una pittura coraggiosa, che non si rifà ad alcuna scuola, che non si rimette ad alcun nome titolato. Una pittura esplosiva - continua Nicola Colombo - perchè intende fondere portare a sintesi umano e sovrumano, fisica e metafisica, materialità e spiritualità, psicologia ed antropologia, riflessione filosofica e propensione religiosa.
Il mare come dimora e il cielo senza confini. Per Carmela Giannì è il tema centrale, il mistero della provenienza, ma anche della prospettiva di senso, incerta ma costantemente ricercata. L'Artista mette a tema di riflessione l'esistenza e ciò diventa anche mezzo di ricerca espressiva. Stende il colore con le mani, con i suoi polpastrelli dà forma morbida palpabile, languida a volte, ma a volte carica di forza travolgente, alle onde, alla terra, alla spiaggia, a un albero, a un volto, a un monumento, a un sasso. Non si capisce - continua Carmela Giannì - se scolpisce o dipinge, sicuramente dà forma espressiva, esistenza reale e fantasmatica a paesaggi che sono stati dell'animo, aneliti personali e universali. Certo, l'immaginario di un artista si nutre di ciò che nel contesto ambientale lo sfiora e lo accarezza, e la Sicilia in cui Maria Concetta dimora e trae linfa poetica è essenzialmente fatta di oro speciale.
Maria Concetta Avola è nata a Modica
nel 1962. Forte della sua irrefrenabile passione per la pittura ha
iniziato a realizzare le sue prime opere da autodidatta. In età
matura decide di iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Siracusa
per migliorare il suo stile e completare la sua preparazione. È in
questo periodo che si dedica allo studio dei “ cieli ” e dei “
paesaggi ” esprimendo nei dipinti la sua personalità. Ottobre 2005 "Premio S.Crispino".
laboratorio e studio via Giovanni
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